Quest’area di ricerca comprende la visione artificiale, l’elaborazione d’immagine, la produzione, gestione e trasmissione di contenuti multimediali e l’interazione uomo-macchina.  

La visione artificiale (Computer Vision) permette al computer di identificare elementi salienti in una scena (come oggetti, persone o azioni) e intraprendere azioni opportune a seconda dello specifico scopo, come avviene per la visione umana. Le connessioni di questa disciplina con l’intelligenza artificiale sono molto strette, dovendo il computer interpretare le immagini acquisite. Lo scopo quindi non è solo vedere, ma anche elaborare e fornire risultati utili basati sull’osservazione. Ad esempio, se mentre guidiamo si presenta all’improvviso un ostacolo davanti a noi, in un tempo brevissimo il nostro sistema visivo identifica l’oggetto principale della scena (l’ostacolo) e invia al cervello gli stimoli per decidere cosa fare (evitarlo). L’obiettivo della visione artificiale è quello di consentire ai computer di svolgere lo stesso tipo di attività con l’efficienza maggiore possibile.

L’elaborazione d’immagine è strettamente legata alla visione artificiale, essendo sempre necessaria per l’estrazione di informazioni sul contenuto delle immagini acquisite. Le sue tecniche possono però essere applicate a immagini di qualunque tipo, non necessariamente derivanti da processi di visione in tempo reale. Quest’area di ricerca include il miglioramento e il ripristino delle immagini (ad esempio nel contesto medico o del telerilevamento), la segmentazione di scene e il riconoscimento di forme e “pattern” (Pattern Recognition), nonché descrizioni strutturali e rappresentazioni della conoscenza per l’apprendimento. Machine e Deep Learning sono tecnologie sempre più utilizzate in questo campo, dove risultano particolarmente efficaci. Tecniche di modellazione 3D possono essere utilizzate per simulare oggetti o ambienti in diversi contesti (come ad esempio in quello delle Digital Humanities).

I contenuti multimediali, soprattutto per il Web, hanno ormai assunto un ruolo fondamentale nella comunicazione, e la loro corretta scelta, produzione, gestione e trasmissione sono fattori indispensabili per la riuscita di un progetto comunicativo.

La multimedialità viene spesso considerata in associazione con l’interazione tra l’utente e la macchina. Ad esempio, un sito web ricco di contenuti che non siano però raggiungibili in modo semplice e intuitivo risulta di scarsa utilità. Affinché la comunicazione sia efficace è quindi importante che l’interfaccia tra l’uomo e la macchina sia usabile. Oltre alle modalità di comunicazione tradizionali si possono sempre più spesso trovare soluzioni alternative quali quelle basate su interfacce percettive, che forniscono al computer capacità sensoriali tipicamente umane. Ne sono esempi le interfacce gestuali e le interfacce basate su tracciamento oculare (eye tracking), queste ultime particolarmente utili come tecnologie assistive. I contesti applicativi non sono solo quelli della comunicazione esplicita con la macchina, ma anche ambiti trasversali come lo studio del comportamento dell’utente e la biometria.

Laboratori di riferimento

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